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mercoledì 11 luglio 2012

Monti: Insieme SALVEREMO Euro NON RESTERO' dopo il 2013

Mario Monti si chiama fuori: dopo il 2013 nessun altra "esperienza di governo", tecnico o politico che sia, ma, come detto altre volte, il ritorno all'accademia e un ruolo in Parlamento come senatore a vita. Il presidente del consiglio, dopo giorni di voci rincorse e amplificate nei palazzi della politica, fa chiarezza sul suo futuro. Ma non abbastanza da stoppare tra i partiti ipotesi e suggestioni su governi di larghe intese. Scenari che non piacciono affatto a Pier Luigi Bersani per il quale dopo i tecnici tocca alla politica e "ad un confronto elettorale che è la democrazia". Tra riforme elettorali, che faticano a trovare forma, e provvedimenti economici difficili da far digerire agli elettori, i partiti cercano la strada per il 2013, quando i tecnici lasceranno la palla ai politici.Ma la strada per il risanamento dell'Italia e l'uscita dalla crisi è ancora lunga tant'é che oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto "convinto", e ha auspicato, che "i partiti sono determinati a dare un conseguente sviluppo, anche dopo le elezioni del 2013, a politiche di maggiore integrazione" contro il debito e la crescita. L'agenda Monti "anche dopo il 2013" è necessaria anche per un gruppo di deputati Pd che chiedono che "obiettivi e principi ispiratori del governo Monti possano travalicare i limiti temporali di questa legislatura e permeare di sé anche la prossima". Parole che ipotizzano un Monti bis ed il ritorno della 'strana maggioranza' Pdl-Pd-Udc. Che, però, non sono affatto piaciute al segretario Pd, più che mai convinto che con l'elezioni il testimone deve tornare alla politica e, negli auspici, al Pd. "Non mi occupo di problemi metafisici ma dei problemi sul tappeto", taglia corto Bersani aggiungendo che all'assemblea di sabato prossimo del partito parla e chiude lui, come a dire che tocca a lui, e non ad altri, indicare il programma post 2013 dei democratici. Se Bersani non ha alcuna intenzione di "rinunciare allo schema democratico" delle elezioni e dell'alternanza, più cauto sembra l'ex premier Silvio Berlusconi che, al momento, in attesa di capire come evolverà il Pdl, non esclude alcuno scenario. Ottica possibilista che Maria Stella Gelmini fa sua: "Saranno gli elettori a decidere con il loro voto se c'é una maggioranza che può governare. Un governo di larghe intese nasce quando, dopo le elezioni, si verifica che non ci sono i numeri per costruire una maggioranza politica". Elezioni o larghe intese che siano, sembra ormai chiaro, però, che Monti non sarà della partita. "Escludo di considerare una esperienza di governo - mette in chiaro al termine dell'Ecofin - che vada oltre la scadenza delle prossime elezioni. Naturalmente sono, e resterò anche dopo di allora, membro del Parlamento in quanto senatore a vita".

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