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domenica 13 maggio 2012

Cosa sta cercando questa donna ? ahahhaha !

MA COSA VUOI CHE CERCHI ?? AHAHHHA! STA SOLO ATTIRANDO LA TUA ATTENZIONE AHAHAHA !

Troppe persone dicono di amare...senza sapere il vero significato del verbo AMARE...‎[Copyright ©]

ATTENZIONE : Dipendenza da Facebook..''Puo diventare una Malattia''


I Social network entrano in modo sempre più predominante all'interno delle nostre vite. E' diventata una consuetudine, ormai non solo dei più giovani, connettersi ad internet ed entrare in un sito come Facebook, dove è possibile comunicare con persone, più o meno conosciute. La classica piazza del paese di una volta, punto di ritrovo della gente, infatti, si è trasferita nel mondo virtuale. Questa metamorfosi, però, ha portato, in alcuni casi, a conseguenze psicologiche importanti. La dipendenza da Facebook presenta sintomi ben definiti, che vanno considerati un pre-allarme di problemi comportamentali seri.

Sintomi

La dipendenza da Facebook è un problema che interessa maggiormente i giovani, soprattutto in età adolescenziale. Ma non solo. Tutti coloro che hanno solitamente un difficile approccio nei confronti delle altre persone si rifugiano con una frequenza sempre maggiore nel mondo virtuale, a tal punto che l'appuntamento con internet diventa una vera e propria priorità. E' così che comincia la dipendenza da Facebook, con sintomi caratteristici ed evidenti, che dovrebbero fungere da sentinella d'allarme per la ricerca di una soluzione. E' possibile dividere i sintomi in tre categorie principali: comportamentali, psichici e psicosomatici.
  • Sintomi comportamentali: la persona dipendente da Facebook si connette al social network molte volte al giorno, spesso anche dopo intervalli di soli pochi minuti. Nell'arco della giornata è preoccupato di mantenere costantemente aggiornato il proprio profilo, come se la realtà virtuale fosse più importante di quella reale. Per questo motivo abbandona continuamente la propria postazione di lavoro o di studio per connettersi e scrivere anche semplici frasi che testimoniano la sua continua presenza. Il soggetto dipendente da Facebook spesso non si disconnette neppure per pranzare o cenare; non dorme bene, in quanto resta connesso fino a notte fonda. Inoltre se sa di non potersi connettere in quanto impegnato in altre attività, comincia a diventare nervoso e scontroso.
  • Sintomi psichici: la dipendenza da Facebook rende la persona totalmente insicura ad affrontare le problematiche quotidiane. Infatti tanto più il soggetto dipendente avverte uno stato di onnipotenza in rete, tanto più si sente frustrato ed inadeguato nella vita di tutti i giorni. L'utente diventa apatico ed insofferente nei contronti della vita reale, perde la sua capacità di concentrazione. Avverte un costante senso di disperazione e di imminente evento negativo.. Perde totalmente la propria personalità, cominciando ad assumere identità differenti e varie, assolutamente altro da se stesso.
  • Sintomi psicosomatici: a lungo andare i sintomi di dipendenza si tramutano in veri e propri disagi corporali e fisici, che possono manifestarsi con vere crisi di astinenza. Il soggetto, quindi, comincia a soffrire di insonnia, in quanto continuamente pensieroso della propria attività su Facebook. Si sente sempre stanco, depresso, comincia ad avere la vista annebbiata ed avverte incapacità di metter a fuoco. Soffre di nausea ricorrente, disturbi alimentari e costanti mal di testa. E' a causa di tutti questi disturbi che il soggetto dipendente da Facebook fatica a condurre le sue normali attività quotidiane, entrando in un vortice di depressione e paura in quanto incapace di mantere il controllo dei propri stati d'animo.
  • Il disagio nascosto

    La dipendenza da Facebook presenta sintomi precisi e sempre più evidenti col passare del tempo. Tuttavia la dipendenza è quasi sempre la manifestazione di un disagio recondito e non risolto. Il soggetto di base non si sente in grado di affrontare la quotidianità, non si accetta e crea quindi un mondo inventato nel quale trasporre il proprio io. Come per tutte le dipendenze, anche in caso di assuefazione da Facebook è assolutamente necessario intraprendere un cammino curativo con uno psicoterapeuta.

Perde lavoro e moglie ... non riesce a stare lontano da facebook!

LERRY a causa di una forte dipendenza da facebook viene lasciato dalla moglie e perde anche il suo ottimo lavoro di commerciante tessile ! LERRY : non riesco a stare lontano dal pc e sopratutto da facebook!

assurdo ! Accoltella un passante per finire in carcere,cosi poteva mangiare in carcere !

Accoltellare qualcuno perché almeno in carcere si ha diritto a un pasto caldo. Triste ma vero, è accaduto nel ravennate, a Sant’Agata sul Santerno, dove un insegnante precario di 48 anni ha accoltellato un passante per essere arrestato. L’uomo, originario di Massa Lombarda, ha spiegato di essere disperato e senza soldi e dunque quella del carcere gli sembrava una buona alternativa alla sua condizione.
 L’insegnante si è appostato davanti a un negozio, accoltellando con un coltello da cucina un cliente che era appena uscito ed è proprio lì che è stato bloccato. Il passante è stato subito portato all’ospedale di Lugo in condizioni non gravi. Intanto l’uomo, difeso dall’avvocato d’ufficio Antonio Diogene, dovrà rispondere dei reati di lesioni pluriaggravate e di porto abusivo di arma da taglio. Il giudice Corrado Schiaretti ha convalidato l’arresto, concedendo alla difesa un termine di cinque giorni, durante cui l’uomo dovrà rimanere in carcere. Dinnanzi al giudice, l’insegnante ha chiesto scusa al passane colpito e ha sostenuto di amare la vita, motivo per cui non s’è suicidato come molti nella sua condizione. La sua fonte di reddito, ha raccontato, è una pensione che gli è stata abbassata a 450 euro, troppo pochi per vivere decorosamente. Inoltre, solo tre giorni fa era stato sorpreso su un treno Bologna-Rimini sprovvisto di biglietto e di denaro e in quell’occasione aveva minacciato anche il capotreno con un coltello da cucina, venendo subito denunciato a piede libero dalla Polfer una volta raggiunta la stazione.


Ma e' fantastico! Fa la spesa in compagnia di un CANGURO a guinzaglio!


a como e' apparsa la MADONNA !


“In questa chiesa è apparsa la Madonna”: lo ha detto il parroco di Maccio di Villa Guardia (Como) don Luigi Savoldelli, parlando ai fedeli nell’omelia di una messa celebrata lunedi’ sera nella chiesa parrocchiale, da qualche mese diventato santuario (della Santissima Trinita’) per via di quelli che finora sono stati definiti ‘eventi straordinari’. Non si tratterebbe quindi del prossimo tour della cantante, anche se per un attimo tutti i fedeli ci avevano sperato.

Un credente dalla fede viva e forte, una persona esile e composta, un uomo di 50 anni, «onesto nel porsi e propenso al nascondimento e umile» così lo ha definito il vicario episcopale. A quest’uomo, credente, praticante, maestro del coro maccese Regina Pacis, direttore della scuola di Musica di Maccio, professore di musica, si deve il prossimo riconoscimento a santuario della chiesa di Maccio. Il maestro Gioacchino Genovese ha vissuto fatti di forte rilevanza spirituale. Da oltre un decennio è testimone di rivelazioni private che lo hanno toccato nello spirito e nel corpo, esperienze di intensità crescente che dal primo ottobre di dieci anni fa si sono susseguite fino a richiamare l’attenzione della chiesa diocesana.
Nel giugno 2007 un bisbiglio divenne voce, ma portava un’informazione scorretta: non era la statua del Sacro Cuore attraverso la quale avvenivano esperienze particolari. Al termine della visita pastorale del gennaio scorso il vescovo Coletti aveva messo in chiaro le cose dicendo che occorreva «evitare l’ingenuità di chi pretende di sapere già e lo scetticismo di chi non vuole ascoltare». Bisognava essere «umili, attenti e prudenti ancora a lungo». E la persona, il maestro Genovese veniva preservato e protetto perché erano in atto studi e approfondimenti. La commissione diocesana composta da tre teologi e tre responsabili ha lavorato a lungo per raccogliere le testimonianze, per vedere cosa accadesse in quei momenti particolari che non avvenivano solo in chiesa, ma in diversi luoghi e momenti.È stato composto un dossier. Ci sono due fascicoli già ultimati e un terzo in via di completamento. Sono segreti e raccolgono quanto succede a Gioacchino Genovese.


LE ESPERIENZE MISTICHE- Nella chiesa, infatti, da anni il direttore del coro parrocchiale Gioacchino Genovese e’ protagonista di intense esperienze mistiche di preghiera, gia’ esaminate da una commissione diocesana, che ha escluso si tratti di autosuggestione. E circa un anno fa, il parroco aveva riferito di un altro fenomeno avvenuto in chiesa, il trasudamento di acqua da una parte dell’altare maggiore. Ora don Savoldelli ha parlato espressamente di apparizioni: ‘La Vergine Maria si e’ manifestata, e’ apparsa a lato dell’altare rivolta verso l’altare, proprio come la statua che da qualche tempo c’e’ in chiesa’. Le apparizioni avrebbero avuto come protagonista il direttore del coro, anche se il parroco non lo ha detto espressamente: ha semplicemente ringraziato ‘il messaggero’, per le sue 311 pagine di scritti teologici ‘frutto dell’ispirazione straordinaria che viene da Dio’, inviati alla Congregazione per la dottrina della fede.

Caspitaa !! che strano tatuaggio!

DAMMI UN MACHETE CHE TI TAGLIO LA MANO!... la gente e' pazzaaa!!!

Dammi un machete che ti taglio la mano
Perde una mano per un apprezzamento a una ragazza. Due giovani ragazzi domenicani che all’uscita di una birreria di Pederobba – provincia di Treviso – si sono scagliati contro, pare per un apprezzamento “sbagliato” ad una ragazza. L’aggressore, Luis Alfonso Josè Martinez di 23 anni è in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Con il machete che aveva in macchina ha colpito più volte l’altro ragazzo colpendolo lievemente alla testa ma strappandogli di fatto la mano destra rimasta attaccata solo con il 25% dei tessuti.


fonte notizie.virgilio

Incredibile queste autostoppiste!....di sicuro un passaggio lo rimediano ahahha!

Va dal dentista e scopre di avere un chiodo nel cranio!

Solo una radiografia è riuscita a svelare il mistero di un dolore lancinante, che nessun analgesico riusciva a placare. Lawler, 23 anni, che lavora nelle costruzioni a Littleton nel Colorado, si era conficcato un chiodo nel cranio con una macchina spara-chiodi. Sul momento non si è accorto di niente, successivamente un forte mal di denti si è fatto sentire. Solo quando il dolore è diventato insopportabile, Lawler ha consultato un dentista: una semplice radiografia è bastata a mettere in evidenza il pericoloso corpo estraneo. L'uomo è stato trasportato in un ospedale di Denver dove è stato operato. 
fonte cosenascoste

Ma che fate?? DORMITEEE lo so che è DOMENICA ma oggi è la festa di TUTTE LE MAMME!!!! in piedi su ‎[Copyright ©]

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♥❥❥Poesia per la Festa della Mamma [....clicca sula foto per LEGGERLA ]

♥❥❥Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma. ♥❥❥

STREPITOSOOO L'AMORE di una madre SUPERA ANCHE IL TUMORE!!!!

Commovente storia quella di una madre di Torino. Una donna di 32 anni, affetta da una grave forma tumorale, ha dato alla luce al Sant'Anna di Torino la piccola Lina, con parto cesareo pretermine. La bambina è nata il 28 marzo alla trentunesima settimana di gravidanza ed è stata subito ricoverata al reparto Terapia intensiva neonatale. Il suo decorso procede nella norma e verrà dimessa domani insieme alla madre. Fin dai primi giorni è stata alimentata con il latte donato da una zia, che sta allattando il proprio figlio di 4 mesi. La madre della piccola Lina, Z.G., è una donna marocchina. Era stata ricoverata a metà febbraio in condizioni critiche per una grave forma di neoplasia diagnosticata in gravidanza presso il reparto Alta complessità del Dipartimento di ostetricia e ginecologia del Sant'Anna. È stata seguita per un mese e mezzo, fino a quando le condizioni critiche hanno reso necessario il parto cesareo. Dopo il parto la signora è stata trasferita al reparto di Oncologia delle Molinette per proseguire le terapie. A poche settimane dal cesareo, quando le condizioni di Lina si sono stabilizzate, è stato anche possibile attuare una sorta di «rooming in», trasferendo la bimba al reparto di Oncologia per consentirle di stare vicino alla madre.

FONTE LEGGO

La parola AMORE... sulla bocca di tutti ..ma nel cuore di pochi

ღ (((¯`'·.¸♥ Quando nasce una mamma...❤‿❤

L’istinto della maternità non è così immediato: ci si mette un po’ di tempo, chi più chi meno, a prendere le misure del nuovo bambino e a comprenderlo. Per me è stata tanto brutta la gravidanza, quanto bella la maternità: sono stata fortunata. Mi sono stancata tanto (certe notti avevo le allucinazioni, mi svegliavo di colpo e, pensando di avere Dafne in braccio, mi spaventavo di non trovarla… e invece era nella sua culla), ma mi sono anche divertita tanto.Però, quello che nessuno ti dice PRIMA di diventare mamma, è che sarai sola. Certe volte sarai proprio sola fisicamente, come ero io, senza aiuti ‘fisici’ intorno. Certe volte sarai sola contro tutti.Contro tutti quelli che, incuranti del periodo delicatissimo che stai vivendo, ti spiegano come deve essere una buona madre, quanto e come deve allattare, se deve usare la fascia o il passeggino, se deve tornare al lavoro o stare a casa, se deve essere figa a tre giorni dal parto o deve essere materna e non esagerare col trucco…Non so come sia negli altri Paesi (in Svezia so che l’ostetrica ti segue dopo il parto, venendo direttamente a casa tua), ma in Italia manca un’adeguata assistenza post partum.O hai una bella famiglia alle spalle, che ti aiuta e non ti opprime (e non tutti hanno questa fortuna, da quello che leggo in giro), o vicino a casa hai una struttura adeguata (pochissime, casi rari), o ti arrangi e ti affidi alla fortuna, sperando di non incorrere nella depressione post partum e di non buttare tuo figlio giù dal balcone.Ma la vera assistenza manca totalmente.
Manca una figura di un’ostetrica che chiamerei domiciliare, una persona paziente e non maleducata e non rigida, che con cura e pazienza venga a trovarti a casa per sapere come stai, se hai bisogno di una mano, se ti serve qualche consiglio sull’allattamento.Manca qualcuno che ti faccia la spesa, pulisca casa,ti prepari la cena. Perché di gente che ti dice: ‘Lasciami il bambino che così tu puoi pulire casa’, ne trovi a bizzeffe. Ma di gente che ti dice: ‘Pensa a te stessa, che alla casa ci penso io’, ne trovi pochina.Manca qualcuno che ti chieda:
- TU come stai?
Quando nasce un bambino, tutti intorno chiedono del bambino. E’ giusto, è naturale: lui è al centro dell’attenzione, è un nuovo giocattolo da spupazzare e su cui riversare le proprie attenzioni. E le madri diventano così, genericamente, invisibili.
Quando nasce un bambino nasce una madre. Ricordiamoci di chiederlo (e lo ricordino soprattutto familiari, amici e papà):
- Tu come stai, neomamma?

fonte mamma felice

AHAHAHAH ufff ... non sai fa manco na fotografia .. spostati va !! faccio io !!!

Loro.... sono meglio di certe persone!!!

Lettori fissi.

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