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domenica 17 novembre 2013

Clamororo! Anziana 80 enne spacciava sostanze stupefacenti dalla finestra!


Questo articolo parla di  un’anziana donna, di circa 80 anni, è stata arrestata dalla polizia con l’accusa di spaccio di droga.Nella sua abitazione, infatti, sono state scoperte numerose dosi di metadone e  cocaina nonché tutto il materiale necessario per il confezionamento della droga. Già la figlia era stata arrestata per spaccio tempo prima, e da quel momento gli agenti di polizia hanno iniziato a tenere d’occhio l’anziana signora, temendo che potesse prendere il posto della figlia.La donna riceveva gli acquirenti direttamente in casa e, dopo aver preso nota delle ordinazioni, consegnava la droga affacciandosi alla finestra della sua abitazione e ricevendo in cambio i soldi pattuiti. L’ultra ottantenne è stata colta in flagrante dalla polizia e, a quel punto, non ha potuto negare ciò che stava avvenendo.La  complice era sua nipote di 25 anni che viveva con la signora, è stata anche lei arrestata dalla polizia per aver contribuito nel svolgere questa azione rigorosamente illegale.

Il caso delle baby squillo ai parioli: Parlano due prostitute:Avevamo capito che erano bambine

Le prostitute più grandi, sulla trentina, su di lui non hanno dubbi: Ricordo di essere stata in quell’appartamento in una sola circostanza, eravamo presenti sia io sia la mia amica. Ricordo che Mirko in quella occasione è rimasto in cucina per tutto il tempo in cui noi incontravamo i clienti contandoli in modo da poter pretendere il giusto compenso». Le due minorenni sono una presenza abituale. Eppure le prostitute non battono ciglio: «Ricordo che Mirko mi parlava di due ragazze che lavoravano con lui che riuscivano a guadagnare circa due/trecento euro a prestazione, prostituendosi in viale Parioli 190. Delle due ragazze io ho incontrato una certa Angela presentatami dallo stesso Mirko nell’occasione in cui è venuto sotto casa mia per riscuotere la somma di 40 euro, quale compenso per le inserzioni pubblicate i giorni precedenti».
 Uno dei clienti, Michael Marco De Quattro, che provò anche ad estorcere denaro alle ragazze, si è difeso spiegando che secondo lui non erano minorenni: «Il seno era calato e c’aveva delle rughe, quindi non era una minorenne, io non c’andrei mai con una minorenne». Scarcerato per motivi di salute, nel breve interrogatorio interrotto dopo una crisi d’ansia, De Quattro ha detto di aver raccolto la confidenza di una ragazza: «Dopo il rapporto avuto ho accompagnato un’altra ragazza che mi ha detto che era costretta a prostituirsi, che era obbligata», a sua detta avrebbe denunciato la cosa ai Carabinieri anche se della sua segnalazione non c’è traccia nell’indagine.
 A due settimane dall’esplosione dell’inchiesta, anche gli indagati che hanno rifiutato di rispondere alle domande dei pm cominciano a parlare dal carcere. È il caso di Nunzio Pizzacalla, caporalmaggiore dell’Esercito arrestato per sfruttamento della prostituzione minorile: «Non so nemmeno dove stiano i Parioli. Vivo tra L'Aquila e Scanno, in questi mesi non ho mai messo piede a Roma. Che traffico di baby squillo avrei dovuto gestire dall'Abruzzo? Ho solo chattato con una delle ragazze, non l'ho neanche mai vista. Non so nemmeno chi sia l'altro presunto sfruttatore, Mirko Ieni, mai sentito», ha detto in carcere al suo avvocato. Con chi gli fa visita in cella, a Rebibbia, dove è stato trasferito dal carcere de L'Aquila, si difende, si giustifica. «Ho partecipato a missioni in Afghanistan, Kosovo e Iran, vorrei tornare in servizio al più presto. Quei messaggi erano solo goliardate. Mai toccato una ragazzina».
  Anche Angela, 15 anni (la prima ad improvvisarsi lucciola per avere sempre soldi in tasca per la coca e l’abbigliamento griffato) sentita dai magistrati sembra dare ragione a Pizzacalla: «Sì, ho avuto contatti con lui, col telefonino. Ma io soldi non gliene ho mai dati». Su quei messaggi però il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Cristiana Macchiusi hanno fondato l'accusa. Riscontrata, secondo il gip Maddalena Cipriani, che ha firmato l'arresto per Pizzacalla, dai suoi passaggi a Roma registrati col Telepass. Il militare e la ragazzina si scrivono con whatsapp: lei trova la sua mail su internet cercando su Google le parole chiave “come guadagnare soldi”. E Pizzacalla avrebbe consigliato la ragazzina sul come vendersi e muoversi

Madre mette in vendita suo figlio per 320 euro perche' non sopportava piu' che lui piangeva

Il bambino Piangeva troppo e sua madre se ne voleva liberare, non senza un guadagno però. Su un sito brasiliano di aste on line è comparso un annuncio in cui si metteva in vendita un bambino poco più che neonato, alla modesta cifra di 1000 real brasiliani (pari a circa 320 euro) perché piangeva troppo. 
La Polizia crede che l’inserzione, con tanto di foto del bimbo di pochi mesi, non fosse autentica ma è stata comunque rimossa per aver violato i termini e le condizioni di OLX, sito web per la vendita di beni e servizi. “Piange un sacco, non mi lascia dormire e ho bisogno di andare a lavorare“, recitava la descrizione sotto l’inserzione, in cui il numero da contattare risultava di Aparecida de Goiânia, un comune dello stato del Goiás in Brasile. L’annuncio è rimasto online per almeno 24 ore prima che venisse rimosso dagli amministratori del sito.
Il detective che segue l’indagine, ha detto che l’inserzione probabilmente era una bufala e che il nome e l’indirizzo pubblicati in realtà non esistono....non si puo' scherzare con queste notizie !

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